Cause e fattori di rischio Le fistole possono essere favorite da svariati fattori, gli stessi responsabili degli ascessi anali: Ulcere anali Malattie infiammatorie intestinali, come il morbo di Crohn, la diverticolite e la colite ulcerosa. Si stima che il 50% dei pazienti affetti da morbo di Crohn manifesti almeno una volta una fistola anale. Compromissione del sistema immunitario: il 30% dei malati di HIV sviluppa fistole anali Cancro al retto Tubercolosi Malattie sessualmente trasmissibili (es. clamidia e sifilide) Complicanza di un intervento chirurgico all’intestino Rispetto alla donna, l’uomo sembra essere più sensibile alle fistole anali. Inoltre, dalle statistiche mediche si evince che tale disturbo si manifesta con maggior incidenza nel maschio giovane-adulto di età compresa tra i 20 ed i 40 anni. Tipi di fistole anali Le fistole anali non sono tutte uguali: esse vengono infatti classificate essenzialmente in base alla struttura e alla localizzazione. In funzione della struttura, si annoverano: Fistole rettilinee: presentano un unico canalicolo di comunicazione Fistole con diramazioni: si osservano più canali di collegamento Fistole a ferro di cavallo: collegano lo sfintere anale alla pelle che lo circonda, passando prima per il retto In base alla localizzazione del canalicolo fistoloso, si distinguono fistole “alte”, poste al di sopra della linea dentata, e fistole “basse”, poste al di sotto.
Hanno una loro classificazione in base alla gravità Fistola anale
Più in particolare, le fistole anali si possono classificare in vari modi, ma in genere si fa riferimento alla classificazione di Parks o a quella proposta dall’American Gastroenterological Association (AGA). Fistole superficiali: localizzate distalmente (in basso) sia allo sfintere anale interno sia al complesso sfinterico esterno (come mostrato in figura non attraversano lo sfintere interno o esterno) Fistole intersfinteriche: localizzate tra lo sfintere anale interno ed il complesso sfinterico esterno; possono estendersi verso il basso fino alla cute perianale, verso l’alto (cieche) o aprirsi nel retto Fistole transfinteriche: attraversano lo spazio intersfinterico e lo sfintere anale esterno; attraversano quindi sia lo sfintere interno che quello esterno Fistole soprasfinteriche: attraversano lo sfintere interno, passano verso l’alto attorno allo sfintere esterno sopra il muscolo puborettale, quindi si dirigono verso il basso penetranso nel muscolo elevatore prima di dirigersi verso la pelle Fistole extrasfinteriche: hanno un tragitto che parte al di sopra dello sfintere anale interno e termina nell’orifizio cutaneo esterno. Il quadro clinico di un paziente affetto da fistole anali comprende un intreccio di segni e sintomi piuttosto evidenti. Se, nei primi stadi della patologia, il paziente non si rende conto dell’infezione, nella fase acuta i sintomi non passano certo inavvertiti.
Possono provocare fastidi irritazioni Fistola anale
Le fistole anali procurano infatti una spiacevole sensazione di irritazione, prurito e gonfiore a livello anale, che tende ad accentuarsi durante la defecazione e si accompagna tipicamente a perdite, minime ma continue, di feci, pus o muco, che tengono umida la regione anale causando dermatiti e prurito. Il dolore percepito può diventare insopportabile eseguendo determinati movimenti, tanto che alcuni pazienti faticano perfino a rimanere seduti su un piano rigido. Non è raro osservare perdite di sangue o pus con le feci; molto spesso, la perdita di materiale sieroso o pus dall’orifizio anale si manifesta anche indipendentemente dall’evacuazione (incontinenza fecale). In alcuni pazienti colpiti da fistola anale si osserva anche un rialzo più o meno importante della temperatura corporea (febbre/febbricola). In assenza di un intervento farmacologico o chirurgico, i sintomi tipici della fistola anale possono degenerare: l’infiammazione cronica data dall’ascesso anale può, col tempo, predisporre allo sviluppo di neoplasie maligne.
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